Buonasera a tutti. Una recente intervista di Lady Gaga oppure la tragedia di Avicii.
Qualcuno di voi ha visto i vari documentari che raccontano le loro storie?
Psicoterapia e Neurodivergenze
La prima, la seguo dagli esordi perchè sento che è un'Anima tanto affine alla mia
Ma perché ho forse scritto che avresti risposto così per fare finta?Roberto P ha scritto: 13 nov 2025, 10:46 Ciao Giada; rispondo così non per finta ma perchè sono qui e non carne per i vermi ((come disse Robin Williams))
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Pensavo si capisse il mio pensiero.
No Giada; In quel momento mi è apparso il flash dell’attimo fuggente ed ho risposto così.
Lavorando al pubblico da un ventennio, vi posso dire una cosa: ognuno di noi ha o ha avuto uno o più problemi psicologici, anche se non legati a neurodivergenze (problemi questi che credo non possano esere risolti), causati da vari motivi...lutti, separazioni, tragedie, situazione economica: tutti. Si va avanti ragazzi.
E' molto facile da scrivere, e non tutti sono capaci a farlo, o dimostrano di farlo ma dentro hanno il vuoto, la tristezza. Ma è la vita. Siamo nati anche per sfruttare le tragedie, i nostri problemi e quant'altro per vivere e per dare (come nel caso di Roberto o nel mio) la forza ai bambini per crescere e andare avanti. Se crediamo che i figli devono darci la forza per farlo siamo sulla strada sbagliata.
Chissà, ad esempio, Gigi come ha fatto a superare psicologicamente ciò che ha passato: non è facile passare dalle serate, dal successo, dall'acclamazione, alla malattia e poi avere la forza mentale e fisica, gli attributi e il coraggio di tornare alla sua vita e a mostrarsi da un giorno all'altro in tv davanti a 10.000.000 di italiani.
E' molto facile da scrivere, e non tutti sono capaci a farlo, o dimostrano di farlo ma dentro hanno il vuoto, la tristezza. Ma è la vita. Siamo nati anche per sfruttare le tragedie, i nostri problemi e quant'altro per vivere e per dare (come nel caso di Roberto o nel mio) la forza ai bambini per crescere e andare avanti. Se crediamo che i figli devono darci la forza per farlo siamo sulla strada sbagliata.
Chissà, ad esempio, Gigi come ha fatto a superare psicologicamente ciò che ha passato: non è facile passare dalle serate, dal successo, dall'acclamazione, alla malattia e poi avere la forza mentale e fisica, gli attributi e il coraggio di tornare alla sua vita e a mostrarsi da un giorno all'altro in tv davanti a 10.000.000 di italiani.
Ciao, è assolutamente necessario pensare ad andare avanti, peró quando si sta male davvero, secondo me ognuno deve trovare la forza dentro di se… io ad esempio ho ritrovato me stesso facendo un po di ordine generale diciamo così sulle cose prioritarie per star bene io.
Ci ho messo 4 anni pieni avendo tanta tanta pazienza e forza quando le negatività tornavano… costanti porco giuda.
Poi, ognuno è a se… ci sono persone che non riescono… altre che preferiscono restare nel mezzo. Io mi sono aggrappato a qualsiasi cosa trovavo, un minimo segnale positivo. I miei bimbi mi facevano sforzare di farmi forza e farmi scivolare quel marciume, fino a quando un giorno ho preso in mano la mia vita ed ho affrontato quella “”paura””.
La paura era una costante per me. Adesso con Andrea ci facciamo due risate
… ma, non c’è nulla da scherzare.
Ci ho messo 4 anni pieni avendo tanta tanta pazienza e forza quando le negatività tornavano… costanti porco giuda.
Poi, ognuno è a se… ci sono persone che non riescono… altre che preferiscono restare nel mezzo. Io mi sono aggrappato a qualsiasi cosa trovavo, un minimo segnale positivo. I miei bimbi mi facevano sforzare di farmi forza e farmi scivolare quel marciume, fino a quando un giorno ho preso in mano la mia vita ed ho affrontato quella “”paura””.
La paura era una costante per me. Adesso con Andrea ci facciamo due risate
Sono d'accordo sul trovare la forza dentro di sé, perché, parliamoci chiaro, è lei il motore di tutto.
Possiamo sentirci soli in mezzo a tanti, anche alle persone che ci vogliono bene e solo con le nostre forze possiamo rialzarci. Non lo dico per circostanza, ma perché è un sentimento che spesso provo. Il sentirmi un pesce fuor d'acqua mi ha sempre accompagnata come sensazione.
Sono d'accordo anche sul fatto che ognuno di noi ha o ha avuto problemi psicologici, perché la mente non è una cosa facile da gestire. Sicuramente c'è anche chi non sa di averli e non si spiega certe paure, fobie, robe varie.
Ad esempio io solo negli ultimi anni mi sono spiegata l'odio della domenica pomeriggio, perché quando ero piccola mamma mi obbligava ad uscire di domenica pomeriggio e mi portava al centro commerciale, io non avevo mai voglia e andavo in paranoia e lei si offendeva. Negli anni ho scoperto di stare meglio se esco di mattina presto o comunque ad orari in cui non c'è il delirio. Se proprio devo uscire tardi potrei andare in ansia e devo farmi forza.
Ho scoperto anche che odio l'estate perché ha le giornate di luce infinita e vado in paranoia se non faccio qualcosa e non impiego il mio tempo. Invece l'inverno ed il buio presto mi rilassano la mente.
Sul dare la forza ai bambini non sono genitore e non so rispondere, francamente non so neanche se mai lo diventerò, sono sempre più scettica e ho anche una certa. Si potrebbe aprire una bella parentesi.
Su Gigi penso che non sia stato facile per niente e spero che quantomeno la nostra vicinanza e il nostro pensarlo gli sia stato un minimo di aiuto. Che abbia una bella corazza non ho dubbi, ma anche i più duri hanno bisogno di supporto ♡
Possiamo sentirci soli in mezzo a tanti, anche alle persone che ci vogliono bene e solo con le nostre forze possiamo rialzarci. Non lo dico per circostanza, ma perché è un sentimento che spesso provo. Il sentirmi un pesce fuor d'acqua mi ha sempre accompagnata come sensazione.
Sono d'accordo anche sul fatto che ognuno di noi ha o ha avuto problemi psicologici, perché la mente non è una cosa facile da gestire. Sicuramente c'è anche chi non sa di averli e non si spiega certe paure, fobie, robe varie.
Ad esempio io solo negli ultimi anni mi sono spiegata l'odio della domenica pomeriggio, perché quando ero piccola mamma mi obbligava ad uscire di domenica pomeriggio e mi portava al centro commerciale, io non avevo mai voglia e andavo in paranoia e lei si offendeva. Negli anni ho scoperto di stare meglio se esco di mattina presto o comunque ad orari in cui non c'è il delirio. Se proprio devo uscire tardi potrei andare in ansia e devo farmi forza.
Ho scoperto anche che odio l'estate perché ha le giornate di luce infinita e vado in paranoia se non faccio qualcosa e non impiego il mio tempo. Invece l'inverno ed il buio presto mi rilassano la mente.
Sul dare la forza ai bambini non sono genitore e non so rispondere, francamente non so neanche se mai lo diventerò, sono sempre più scettica e ho anche una certa. Si potrebbe aprire una bella parentesi.
Su Gigi penso che non sia stato facile per niente e spero che quantomeno la nostra vicinanza e il nostro pensarlo gli sia stato un minimo di aiuto. Che abbia una bella corazza non ho dubbi, ma anche i più duri hanno bisogno di supporto ♡
Io non ho mai fatto male a nessuno....avrò anch'io un caratteraccio perchè se me le fai girare, ti avviso prima con educazione ma poi il vaffa è dietro l'angolo.
Quello che mi è successo è solo una conseguenza della cattiveria di gente falsa. Che poi ognuno di noi vive la vita in maniera diversa....chi è più o meno sensibile non ci vedo nulla di male se si riesce a ritrovare coraggio ed affrontare quella paura.
Avete visto IT il remake del 2017/2018, non la serie. E' un film horror più o meno bello ma il finale è quello secondo me: la paura alimenta i mostri come quando da bambini credevamo all'uomo nero. Da grandi ci dimentichiamo e poi quando quelle paure ritornano fanno disastri.
Le paure sono dentro di noi...fanno parte di noi, ci convivi e le affronti; i cristiani di merz. tali sono e tali rimangono.
Per quanto riguarda i bimbi, purtroppo oggi hanno tutto e vengono plasmati da quel tutto e dalla vita; noi genitori possiamo seguirli fino ad un certo punto perchè quel cordone si taglia alla nascita. Io sono per l'imparare a fare le cose e non ad essere l'ombra dei miei figli anche a 12 anni. Un discorso semplice per chi come me con i figli ci parla, a me non pesa essere un genitore diversamente da certi soggetti.
A Gigi gli auguro ogni bene e che possa continuare a fare e realizzare tutto quello che la vita ha ancora da donargli e donarci perchè la musica per me è stata la mia salvezza. Lo è stata nel 2003...lo è stata ieri e lo sarà sempre. Insieme alla musica, a chi ci vuole bene ed a chi condivide il proprio abbraccio non posso che augurare ogni bene e con pazienza tutto si sistema. Ci devi credere però

Quello che mi è successo è solo una conseguenza della cattiveria di gente falsa. Che poi ognuno di noi vive la vita in maniera diversa....chi è più o meno sensibile non ci vedo nulla di male se si riesce a ritrovare coraggio ed affrontare quella paura.
Avete visto IT il remake del 2017/2018, non la serie. E' un film horror più o meno bello ma il finale è quello secondo me: la paura alimenta i mostri come quando da bambini credevamo all'uomo nero. Da grandi ci dimentichiamo e poi quando quelle paure ritornano fanno disastri.
Le paure sono dentro di noi...fanno parte di noi, ci convivi e le affronti; i cristiani di merz. tali sono e tali rimangono.
Per quanto riguarda i bimbi, purtroppo oggi hanno tutto e vengono plasmati da quel tutto e dalla vita; noi genitori possiamo seguirli fino ad un certo punto perchè quel cordone si taglia alla nascita. Io sono per l'imparare a fare le cose e non ad essere l'ombra dei miei figli anche a 12 anni. Un discorso semplice per chi come me con i figli ci parla, a me non pesa essere un genitore diversamente da certi soggetti.
A Gigi gli auguro ogni bene e che possa continuare a fare e realizzare tutto quello che la vita ha ancora da donargli e donarci perchè la musica per me è stata la mia salvezza. Lo è stata nel 2003...lo è stata ieri e lo sarà sempre. Insieme alla musica, a chi ci vuole bene ed a chi condivide il proprio abbraccio non posso che augurare ogni bene e con pazienza tutto si sistema. Ci devi credere però
Non è mai tardi per diventare mamma...Giadina ha scritto: 19 nov 2025, 22:52 Sono d'accordo sul trovare la forza dentro di sé, perché, parliamoci chiaro, è lei il motore di tutto.
Possiamo sentirci soli in mezzo a tanti, anche alle persone che ci vogliono bene e solo con le nostre forze possiamo rialzarci. Non lo dico per circostanza, ma perché è un sentimento che spesso provo. Il sentirmi un pesce fuor d'acqua mi ha sempre accompagnata come sensazione.
Sono d'accordo anche sul fatto che ognuno di noi ha o ha avuto problemi psicologici, perché la mente non è una cosa facile da gestire. Sicuramente c'è anche chi non sa di averli e non si spiega certe paure, fobie, robe varie.
Ad esempio io solo negli ultimi anni mi sono spiegata l'odio della domenica pomeriggio, perché quando ero piccola mamma mi obbligava ad uscire di domenica pomeriggio e mi portava al centro commerciale, io non avevo mai voglia e andavo in paranoia e lei si offendeva. Negli anni ho scoperto di stare meglio se esco di mattina presto o comunque ad orari in cui non c'è il delirio. Se proprio devo uscire tardi potrei andare in ansia e devo farmi forza.
Ho scoperto anche che odio l'estate perché ha le giornate di luce infinita e vado in paranoia se non faccio qualcosa e non impiego il mio tempo. Invece l'inverno ed il buio presto mi rilassano la mente.
Sul dare la forza ai bambini non sono genitore e non so rispondere, francamente non so neanche se mai lo diventerò, sono sempre più scettica e ho anche una certa. Si potrebbe aprire una bella parentesi.
Su Gigi penso che non sia stato facile per niente e spero che quantomeno la nostra vicinanza e il nostro pensarlo gli sia stato un minimo di aiuto. Che abbia una bella corazza non ho dubbi, ma anche i più duri hanno bisogno di supporto ♡
Sono stata cattiva, anche superficiale.
Per tutta la vita ho "guardato storto" quelli che mi parlavano di certe problematiche, dentro di me scattava un sonoro "Sai i calci in cul* che ti darei"...
Forse perché, oggettivamente, i problemi che solitamente mi venivano espressi, non erano "veri" problemi...
Ma io, alla fine, chi sono per stabilire la gravità e/o serietà di un problema?
Quello che per me può essere un capriccio, lo è per me appunto, per il mio carattere e il mio vissuto... dall'altra parte che ne sai? Può essere una tragedia anche un mancato pomeriggio di shopping, mai giudicare.
Sta di fatto che, da prima che nascessi, ne ho passate di ogni.
Mio padre, il carattere severo di mia madre, bullismo a scuola, disturbi alimentari, lutti di ogni genere, una catastrofe continua... e, in qualche modo, sono sempre rimasta in piedi, ammaccata ma in piedi.
Da due anni, ovvero dal giorno dell'incidente, sto cominciando a "frignare" come tutti quelli a cui avrei dato in passato quei famosi calci, e questo non è indice di capriccio o mancanza di reattività, ma di quanto l'evento sia stato traumatico per me.
Fisicamente mi ritrovo ancora senza nessun genere di cure, una gamba che è da buttare, con una necrosi, edema, sono più rotta che intera.
In tutto questo anche la mia mente non sta reagendo bene.
Prima ho cominciato ad aver paura dei rumori, soprattutto quelli forti e non prodotti da me (quella sera, prima che la macchina mi prendesse in pieno, si è sentito un boato spaventoso, dovuto a cosa non lo so).
La notte di Capodanno, tanto per dirne una, per me è diventata un calvario.
Arrivo a nascondermi sotto il tavolo, piangere e tremare.
Se per caso poggio male l'aggeggio dello Swiffer e questo cade, io finisco a piangere da qualche parte.
Per strada mi capita di finire letteralmente sbalzata su qualche muro o sul vetro di qualche vetrina, se qualche auto, passando, schiaccia qualche lattina o sale su un tombino messo male.
Così sono finita al Csm dell'ospedale.
A tutte queste assurdità, si è aggiunta la paura di camminare in discesa.
Non parlo di strade ripide o necessariamente scoscese, ma anche di pendenze minime, percorsi che ho fatto mille volte nella vita.
Ad un certo punto mi blocco e non riesco più ad andare avanti, neanche se ce la metto tutta, nemmeno se mi costringo.
Sono sempre stata una camminatrice accanita e non ho mai avuto problemi simili.
Sono sempre stata abbastanza "bestia" nella vita, ho fatto lavori da uomo, smontato mobili, sistemato tegole, fatto chilometri sotto l'acqua.
Dovevo e l'ho fatto, senza chiedermi come avrei dovuto fare.
Insomma, stamattina sono dovuta andare a ritirare i nuovi mastelli per la raccolta del vetro, al ritorno mi sono ritrovata a chiedere la carità ai pochi passanti, poiché non riuscivo più ad andare avanti.
Mi sono bloccata in una discesa, mi hanno aiutata.
Poi in un'altra ancora. Nonostante l'aiuto della stampella, sono stata costretta a tornare indietro e a cercare un percorso alternativo.
Il medico comincia a sospettare che possa soffrire anche di attacchi di panico.
Adesso quella che prenderei a calci sono io, ed è incredibile, nonostante la mia testardaggine e la mia abitudine a forzarmi nel fare cose pesanti o che non voglio fare, non riesco a superare tutte le difficoltà che sto incontrando.
Stessa cosa quando vedo una macchina fare retromarcia, comincio a tremare e a coprirmi con le braccia e le mani.
A volte penso che sarebbe bello spegnere con un interruttore le cose brutte che ci hanno spezzato.
Per tutta la vita ho "guardato storto" quelli che mi parlavano di certe problematiche, dentro di me scattava un sonoro "Sai i calci in cul* che ti darei"...
Forse perché, oggettivamente, i problemi che solitamente mi venivano espressi, non erano "veri" problemi...
Ma io, alla fine, chi sono per stabilire la gravità e/o serietà di un problema?
Quello che per me può essere un capriccio, lo è per me appunto, per il mio carattere e il mio vissuto... dall'altra parte che ne sai? Può essere una tragedia anche un mancato pomeriggio di shopping, mai giudicare.
Sta di fatto che, da prima che nascessi, ne ho passate di ogni.
Mio padre, il carattere severo di mia madre, bullismo a scuola, disturbi alimentari, lutti di ogni genere, una catastrofe continua... e, in qualche modo, sono sempre rimasta in piedi, ammaccata ma in piedi.
Da due anni, ovvero dal giorno dell'incidente, sto cominciando a "frignare" come tutti quelli a cui avrei dato in passato quei famosi calci, e questo non è indice di capriccio o mancanza di reattività, ma di quanto l'evento sia stato traumatico per me.
Fisicamente mi ritrovo ancora senza nessun genere di cure, una gamba che è da buttare, con una necrosi, edema, sono più rotta che intera.
In tutto questo anche la mia mente non sta reagendo bene.
Prima ho cominciato ad aver paura dei rumori, soprattutto quelli forti e non prodotti da me (quella sera, prima che la macchina mi prendesse in pieno, si è sentito un boato spaventoso, dovuto a cosa non lo so).
La notte di Capodanno, tanto per dirne una, per me è diventata un calvario.
Arrivo a nascondermi sotto il tavolo, piangere e tremare.
Se per caso poggio male l'aggeggio dello Swiffer e questo cade, io finisco a piangere da qualche parte.
Per strada mi capita di finire letteralmente sbalzata su qualche muro o sul vetro di qualche vetrina, se qualche auto, passando, schiaccia qualche lattina o sale su un tombino messo male.
Così sono finita al Csm dell'ospedale.
A tutte queste assurdità, si è aggiunta la paura di camminare in discesa.
Non parlo di strade ripide o necessariamente scoscese, ma anche di pendenze minime, percorsi che ho fatto mille volte nella vita.
Ad un certo punto mi blocco e non riesco più ad andare avanti, neanche se ce la metto tutta, nemmeno se mi costringo.
Sono sempre stata una camminatrice accanita e non ho mai avuto problemi simili.
Sono sempre stata abbastanza "bestia" nella vita, ho fatto lavori da uomo, smontato mobili, sistemato tegole, fatto chilometri sotto l'acqua.
Dovevo e l'ho fatto, senza chiedermi come avrei dovuto fare.
Insomma, stamattina sono dovuta andare a ritirare i nuovi mastelli per la raccolta del vetro, al ritorno mi sono ritrovata a chiedere la carità ai pochi passanti, poiché non riuscivo più ad andare avanti.
Mi sono bloccata in una discesa, mi hanno aiutata.
Poi in un'altra ancora. Nonostante l'aiuto della stampella, sono stata costretta a tornare indietro e a cercare un percorso alternativo.
Il medico comincia a sospettare che possa soffrire anche di attacchi di panico.
Adesso quella che prenderei a calci sono io, ed è incredibile, nonostante la mia testardaggine e la mia abitudine a forzarmi nel fare cose pesanti o che non voglio fare, non riesco a superare tutte le difficoltà che sto incontrando.
Stessa cosa quando vedo una macchina fare retromarcia, comincio a tremare e a coprirmi con le braccia e le mani.
A volte penso che sarebbe bello spegnere con un interruttore le cose brutte che ci hanno spezzato.